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BARONISSI


Baronissi è ubicata nel cuore di quella valle che, sin dall'antichità, ha giocato un ruolo importante di passaggio tra la piana del Sele a sud e la Campanioa settentrionale a nord, costituendo un passaggio obbligato per i traffici e le genti. L'importanza della valle è segnata dalla nascita (fine VII sec. a.C.) e dallo sviluppo di un insediamento Etrusco-Sannita quale quello di Fratte, probabilmente l'antica Marcina - posto su una piccola altura, a sinistra del fiume Irno, che domina lo sbocco della vallata.
Testimonianze di questa presenza umana in età pre romana sono offerte dal ritrovamento di sepolture nella località di Acquamela. In età romana, la valle è condizionata dalla costruzione di una via, forse la Aquilia, che fungeva come diramazione alla Popilia, che da Capua , attraverso Nola, Nocera e le strettoie rupestri di Cava, raggiungeva Salerno per poi continuare fino a Reggio Calabria. La ipotetica Aquilia, che correve poco più a monte dell'attuale statale 88, di cui è riconosciuto un tratto nel selciato, ora scomparso, rinvenuto in località Spuntunata presso Cologna (Pellezzano), collegava Salernum ed Abellinum.

Lungo questa strada si sviluppa un complesso edilizio, con costruzioni quali la villa romana di Sava, del I secolo d.C., cui si aggiunge la villa rinvenuta in località Macchione, nel vicino comune di Fisciano; entrambe sono segni di quella organizzazione territoriale che trasparirebbe anche dai toponimi prediali in - anus. L'intensa frequentazione del territorio in età romana è inoltre documentata dal ritrovamento di varie sepolture nel centro di Baronissi e nelle frazioni di Sava, Orignano, Saragnano e Caposaragnano databili in questo periodo. Seppure scarsi gli elementi archeologici datati ad età altomedievale e medievale, numerosi sono invece i riferimenti alle diverse località del territorio di Baronissi che sono presenti nei documenti dell'epoca: Saranianus (Saragnano), Lorianianus (Orignano), Agellu (Aiello) e Valle sono già menzionati in documenti del X secolo; Sabba (Sava) ricorre per la prima volta in un atto del 1011. Almeno dal 1020 è documentato il casale di Fusara, mentre dal 1309 è attestata la presenza del nome delle località Antessano e Caprecano (Trapetano). Nel medioevo è documentata l'esistenza di diversi feudi ed "Università" (organi di amministrazione locale) autonome, quali Baronissi, Saragnano e Sava. Particolarmente benevola verso Saragnano fu Margherita di Durazzo (sorella minore di Giovanna I, regina di Napoli e moglie di Carlo III di Durazzo) che aveva dimorato ad Acquamela dove sarebbe morta vittima della peste nel palazzo a lei dedicato e tutt'ora esistente. La regina ottenne dal figlio Ladislao, che " il casale addivenisse di natura allodiale", ovverossia libero da vincoli e tributi feudali. In tal modo il feudo ebbe un rapporto diretto con la Corona Angioina, anche se tale condizione non fu sempre mantenuta.

Al X secolo risale la Chiesa di S. Gennaro nel Casale valle. Al 1212 una leggenda fa risalire la fondazione del Convento della Santissima Trinità in Monticelli, ma in realtà le notizie documentate più antiche rinviano al 1538. Al 1292 è attestata la Chiesa di S. Pietro in Aiello, mentre nel 1309 sono già documentate la Chiesa di S. Agnese in sava, che fu costruita in parte riutilizzando le strutture della preesistente villa romana, la Chiesa del SS. Salvatore a Saragnano, la Chiesa di S. Maria di Caprecano e quella di S. Lucia di Orignano. La storia amministrativa del territorio riceve un importante svolta nel 1740 allorchè l'"Università" di Saragnano, a cui afferivano i Casali circostanti, mutò denominazione in "Università di Saragnano e Baronissi" in quanto quest'ultimo Casale aveva assunto un particolare sviluppo. Essa si staccò dall'Università generale di Sanseverino, dandosi uno statuto autonomo. Con la dominazione francese e l'avvento di Giuseppe Bonaparte nel 1810, l'Università fu trasformata in circondario (Comune), con sede centrale in Baronissi, esso incorporava i Casali dello smembrato Stato di fusara, Sava e Orignano, nonchè il territorio di Casal Barone, da sempre appartenuto al principato di salerno e che da ultimo era passato alla giurisdizione della Mensa Arcivescovile di Salerno. Alla nuova unità amministrativa appartenevano anche una serie di piccoli Casali ubicati tra Saragnano e Baronissi, Casali che ancora oggi delimitano il territorio dell'attuale Comune di Baronissi.

Per quanto riguarda le attività economiche, si sottolinea la grande importanza avuta, già nel Cinquecento, dalle industrie connesse alla lavorazione della lana (filato, tessuto, tintoria) che si affianca alle attività agro-pastorali tipiche della valle. Queste attività, fiorenti soprattutto nei secoli XVII e XVIII, decadono progressivamente nel corso del XIX secolo, quando s'installano nella parte meridionale della vallatale grandi industrie cotoniere. Attività di rilievo di Baronissi è stato, negli ultimi tempi, il settore delle costruzioni, soprattutto per la diffusa presenza di cave di estrazione di brecciame e di imprese di calcestruzzi. Negli ultimi decenni, in particolare dopo il disastroso terremoto del 23 novembre 1980 Baronissi ha subìto un notevole sviluppo demografico ed edilizio, dovuto alla trasformazione della Valle dell'Irno in polo industriale e residenziale della vicina Salerno, con cui è collegata dal raccordo autostradale Salerno-Avellino, e da trasporti pubblici ferroviari e stradali. Il futuro parco Scientifico e Tecnologico e l'Università di Salerno, situata in parte nel territorio di Baronissi, potranno contribuire ad un ulteriore sviluppo nella Valle dell'Irno.

Nel Medioevo il Casale di Baronissi e Valle si sviluppa ai piedi della collina di Monticelli su cui sorge il Convento Francescano della SS.Trinità. Centro minore, aggregato fino alla metà del XVIII secolo alla "Università" di Saragnano, Baronissi, cresciuta per importanza, è divenuta successivamente Comune nel 1810. Al secolo scorso risaliva anche il Municipio collocato nella piazza centrale della città e che danneggiato dal terremoto del 1980 è stato totalmente distrutto. Attualmente al suo posto è in costruzione il nuovo e moderno Palazzo Comunale.

StarNetwork ringrazia la PRO LOCO BARONISSI, nella persona del suo presidente Sergio Longo, per la gentile concessione del diritto di pubblicazione delle notizie e del materiale fotografico tratti dalla guida "Baronissi e dintorni".

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