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MONUMENTI

CONVENTO FRANCESCANO DELLA SS. TRINITA'

Convento francescano della SS. Trinità

Il Convento francescano è ubicato su di una collina che domina il fondo valle di Baronissi. Una leggenda settecentesca attribuisce la fondazione nell'1212 a Fra' Simone di Assisi, Fra' Giacomo e Frate Agostino, primi seguaci di San Francesco. Studi e ricerche lo fanno risalire al '400. Dopo il terremoto del 1980, parte del Convento, che per lunghi anni ha ospitato la Scuola Media, è stato utilizzato come sede provvisoria del Comune di Baronissi.
Annessa al Convento, è la Chiesa della SS. Trinità che, nella sua struttura attuale, risale al 1695. La chiesa con pianta a croce latina, presenta una navata unica ( 52 m. x 15 m. ) sulla quale si aprono 14 cappelle laterali, 7 per ogni lato. Per tutta la navata ed il transetto corre una balaustra di legno. Anche il soffitto della navata centrale è in legno e risale all'anno di costruzione, con tre tele del Seicento. Il portale è formato da due parastre di ordine dorico, sormontate da un timpano ad arco spezzato; al centro del timpano, una maiolica raffigura la SS. Trinità.
Interno della chiesa  della SS. Trinità
Varcata la porta d'ingresso, si accede ad un vestibolo rettangolare, con volta a vela. In essa vi sono raffigurate le immagini allegoriche della Musica, della Grazia, dell'Anima e dell'Armonia. Una seconda volta all'inizio della navata presenta la raffigurazione delle otto beatitudini. Tra la prima cappella che è priva di altare e la seconda cappella a destra dedicata a S. Pietro d'Alcantara, si trova, ai piedi del pilastro, una lastra tombale del Cavaliere (Giulio de D.Barbato) del 1472. Seguono le cappelle del SS. Crocifisso con una croce lignea del '600, di S. Giuseppe, di S. Michele Arcangelo e della Madonna del Carmine, con l'altare in marmo intarsiato e la pala in tela che raffigura la Madonna sotto il titolo del Carmelo. La prima cappella del lato sinistro, priva di altare, aveva pregiate tele del '600, purtroppo derubate, che raffiguaravano la natività del Battista e di Gesù. Tomba del cavaliere  Giulio de  S. Barbato

Seguono una cappella dedicata alla Madonna e quelle si S. Rosa di Viterbo, di S. Bonaventura, dell'Addolarata che conserva la statua in legno opera di Niccolò Fumo, quella del Sacro Cuore di Gesù ed, infine, la settima priva di altare. Nel braccio destro si trovano gli altari dedicati a S. Anna e alla Madonna di Montevergine, mentre nel braccio sinistro sono gli altari dedicati a S. Pasquale Baylon e a S. Francesco. Dietro l'altare maggiore vi è un coro in legno del 1710, nonchè l'organo a canne posto sulla cantatoria superiore. Ai lati si aprono le cappelle della Vergine Immacolata con una tavola opera di Giovan Battista Lama della fine del '600 e quella di S. Antonio con monumento sepolcrale del giureconsulto G. Gaiano del 1512.
Nella sacrestia si ammirano gli armadi in legno, intagliati e decorati da Frate Innocenzo da Francavilla nel 1648. Il pavimento in maiolica è stato rifatto rispettando lo schema originale. Nel refettorio si possono ammirare due affreschi di cui uno del Ricciardi, sulla porta d'ingresso, raffigurante il banchetto delle nozze di Cana del 1723, il secondo sulla parete di fronte, con Gesù nel deserto, servito dagli angeli, di anonimo datato 1681.
Vergine Immacolata del  XVII sec.La Biblioteca del Convento, contenente più di 7000 volumi, conserva "incunaboli", esemplari di "Seicentini", e nove "corali" finemente miniati da Fra' Bernardo da Rometta (sec. XVIII). Attualmente situata di fronte all'ingresso principale del Convento.
Il Chiostro, di stile quattrocentesco, è un perfetto quadrilatero di 13 m. x 13 m., con pozzo al centro. Sulle pareti vi sono raffigurati episodi della vita di S. Francesco, della prima metà del '600. Da segnalare la presenza di una serie di medaglioni di Santi francescani e di due affreschi di Michele Ricciardi raffiguranti, uno la Vergine Immacolata, l'altro il martirio di Fra' Felice de Felice nativo di Saragnano (inizio XVIII secolo). A metà della salita che conduce la Convento si trova la Cappella della Madonna di Montevergine, in cui si trovava la tavola cinquecentesca con la Vergine del Parteneo derubata nel 1975.

StarNetwork ringrazia la PRO LOCO BARONISSI, nella persona del suo presidente Sergio Longo, per la gentile concessione del diritto di pubblicazione delle notizie e del materiale fotografico tratti dalla guida "Baronissi e dintorni".

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